Alla scoperta dell’“Orange” IA – un polo tecnologico d’eccellenza nei Paesi Bassi

Christopher Sellers, Chris Legg e Niall Gallagher raccontano un recente viaggio nel sud dei Paesi Bassi per visitare alcune delle principali aziende tecnologiche e spiegano perché è fondamentale uscire dall’ufficio per intercettare l’innovazione che sta emergendo in Europa.
18 dicembre 2025 5 minuti

L’innovazione con un impatto economico significativo può nascere nei luoghi più inattesi. L’insieme di aziende manifatturiere ad alta tecnologia immerso tra i campi del sud dell’Olanda e nate da Philips – un’azienda più nota per lampadine e rasoi – ne è un esempio interessante.

Lo sviluppo del polo di Eindhoven negli ultimi decenni riflette in Europa l’ascesa straordinaria dei produttori taiwanesi e coreani che, nell’arco di sole due generazioni, sono arrivati a occupare una posizione di primo piano nell’industria strategicamente più rilevante a livello globale. Visitiamo Eindhoven da oltre dieci anni.

È esattamente ciò che dovrebbero fare gli investitori attivi: uscire dall’ufficio, incontrare esperti, raccogliere dati, visitare le aziende e chiedersi cosa potrebbe emergere dietro l’angolo, piuttosto che attendere che i protagonisti diventino troppo grandi per essere ignorati all’interno di un indice arbitrariamente ponderato per capitalizzazione.

La più preziosa

ASML è l’azienda più nota emersa da questo ecosistema. Sebbene abbia poco più di 40 anni, al momento della stesura è la società con la maggiore capitalizzazione di mercato in Europa. La sua ascesa è un esempio di ciò che può accadere quando il patrimonio accademico, industriale e ingegneristico multigenerazionale dell’Europa occidentale viene messo al servizio di un’ambizione imprenditoriale ben finanziata e sostenuta nel tempo.

ASML è l’unica azienda al mondo in grado di fornire strumenti dal valore superiore a 250 milioni di dollari in grado di stampare transistor alle dimensioni critiche richieste. Nell’era nascente dell’intelligenza artificiale, ASML rappresenta uno dei principali “guardiani” di quella che potrebbe essere la tecnologia più preziosa del XXI secolo.

Consigliamo come lettura il libro “Focus – Inside the Power Struggle over the Most Complex Machine on Earth” di Marc Hijink. Racconta la storia di come una società da 400 miliardi di dollari sia nata da un gruppo di ingegneri il cui primo prodotto veniva consegnato ai clienti nel bagagliaio dell’auto del capo ingegnere.

Lungimiranza

ASM International, un tempo società madre di ASML insieme a Philips, si è affermata nel corso di decenni di investimenti costanti e lungimiranti come leader mondiale (con oltre il 55% di quota di mercato) nella chimica della deposizione atomica a strati (Atomic Layer Deposition).

La produzione moderna di semiconduttori è estremamente complessa e prevede la costruzione di chip monolitici strato dopo strato. Negli strati più critici, dove vengono stampati i miliardi di transistor dei chip logici, il controllo preciso dei film chimici è essenziale per ottenere rendimenti produttivi sostenibili dal punto di vista commerciale. Questi film definiscono i canali di metalli e isolanti che regolano il flusso degli elettroni nel circuito. Guardando a una roadmap della Legge di Moore1 che richiederà sempre più una verticalizzazione del design dei chip, piuttosto che una semplice riduzione bidimensionale dei transistor, intravediamo un significativo potenziale di ulteriore crescita per le apparecchiature di ASM.

Impegno attivo

BE Semiconductor è un’azienda di meccatronica che affonda le proprie radici nel team pionieristico di ingegneri che negli anni ’80 realizzò il primo scanner fotolitografico (“stepper”) presso ASML. Grazie a una visione imprenditoriale altrettanto determinata, sviluppata nel corso di molti anni in un settore altamente ciclico e sostenuta in alcuni momenti da una straordinaria disciplina finanziaria, BE è diventata un operatore di primo piano nella tecnologia di “bonding die-to-wafer” (particolare tecnica di “assemblaggio” di componenti elettroniche) . Questa tecnologia sarà fondamentale per migliorare in modo efficiente le prestazioni e i consumi energetici dei microchip nel prossimo decennio e oltre, man mano che i costi delle tecnologie di miniaturizzazione più avanzate continueranno a crescere.

Continuiamo a cercare nuove opportunità lungo la catena globale di fornitura tecnologica perché siamo convinti che l’Europa non sia soltanto un museo. Al contrario, è ricca di innovazione, anche se individuarla richiede talvolta un po’ più di impegno.

Fonte

¹La Legge di Moore, un’osservazione formulata nel 1965 da Gordon E. Moore di Intel, afferma che il numero di transistor su un microchip raddoppia approssimativamente ogni due anni, portando a una potenza di calcolo sempre maggiore e a costi più contenuti.

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