Outlook 2026: un approccio diversificato e flessibile ai principali mercati azionari

Gli esperti degli investimenti di Jupiter sull’azionario europeo e sull’azionario globale discutono di cosa potrebbe riservare il 2026 sui mercati.
01 dicembre 2025 5 minuti

Guardando al 2026, i fund manager delle strategie European Equities e World Equities systematic discutono di diversificazione, Big Tech e sentiment di mercato. L’esposizione di lungo periodo ai principali mercati azionari resta un elemento importante dei portafogli di molti investitori. Le allocazioni core uniscono caratteristiche growth e value per aiutare a mantenere un equilibrio nel corso dell’evoluzione dei cicli economici e di mercato.

Niall Gallagher, Chris Legg e Chris Sellers sul mantenersi flessibili in Europa

Niall, Chris e Chris sono investment manager sull’azionario europeo

Guardando al futuro, diversi trend chiave continuano a definire il nostro outlook sull’azionario europeo. In generale, le valutazioni restano interessanti rispetto ad altri mercati globali e l’azionario europeo è molto meno concentrato in termini di capitalizzazione, offrendo quindi agli investitori una reale diversificazione rispetto alle “Magnifiche sette” statunitensi che dominano gli indici globali.

Probabilmente la crescita economica rimarrà moderata, in particolare nelle economie principali come Francia, Germania, Italia e Regno Unito, ma continuiamo a vedere fattori positivi per alcuni Paesi periferici, come Spagna, Portogallo e Grecia, oltre che per alcune selezionate economie nordiche e dell’Europa orientale, favorite da consumi resilienti e livelli di debito sostenibili.

Individuiamo opportunità in diversi trend di lungo periodo. Riteniamo che le banche europee abbiano ancora possibilità di crescere, poiché trattano a valutazioni non elevate, con un potenziale di utili solido e margine per ulteriori distribuzioni agli azionisti. Nel settore tecnologico preferiamo le aziende posizionate per beneficiare degli investimenti nei semiconduttori, spesso come fornitori chiave dei principali player tecnologici globali.

Vediamo inoltre una crescita strutturale del processo di elettrificazione europeo, dalla modernizzazione delle reti elettriche all’integrazione delle rinnovabili, mentre abbiamo aumentato selettivamente l’esposizione ai titoli consumer con opportunità specifiche e valutazioni interessanti.

Infine, data la continua predominanza dei fondi passivi e degli hedge fund sui mercati sviluppati, ci aspettiamo il persistere di una volatilità di breve periodo. Tuttavia, ciò crea opportunità per i gestori attivi. Con il calo dell’efficienza di mercato, la selezione disciplinata dei titoli e una costruzione prudente del portafoglio rimarranno driver essenziali dei rendimenti nel lungo periodo.

Riteniamo che queste condizioni favoriscano un approccio di investimento attivo e flessibile. Notiamo inoltre che l’Europa è un mercato che può offrire performance relative interessanti, come ha fatto nei primi tre trimestri del 2025. Sono possibili ulteriori rialzi, anche se probabilmente accompagnati da una maggiore divergenza tra settori.

Amadeo Alentorn su mercati sopravvalutati e bias comportamentali

Amadeo è Head of Systematic Equities.

I mercati azionari globali sono attualmente influenzati più dall’ottimismo degli investitori che dai fondamentali. Questo scenario potrebbe proseguire nel 2026. Tuttavia, riteniamo ragionevole mantenere un’elevata flessibilità ed essere pronti a cambiamenti improvvisi nel sentiment.

Nel terzo trimestre del 2025, secondo i nostri modelli, il contesto di mercato è stato caratterizzato da un sentiment ottimista in tutte le regioni. Un ottimismo legato alle sopravvalutazioni per alcuni titoli, rispetto ai fondamentali, , in particolare le mega-cap tecnologiche statunitensi. Riteniamo quindi possa essere opportuno mantenere un’esposizione più elevata del solito ai titoli value.

Da alcuni anni privilegiamo i titoli con valutazioni più ragionevoli e questa impostazione sembra destinata a proseguire nel 2026. Tuttavia, non è sempre stato così: nel 2017, ad esempio, preferivamo titoli con valutazioni più elevate. È essenziale mantenere un approccio dinamico e costruire il posizionamento su un’analisi oggettiva del contesto di mercato.

Nonostante la preferenza attuale verso lo stile value, crediamo anche che anche i segnali tecnici e basati sul prezzo siano molto interessanti, visto l’ottimismo del sentiment degli investitori. Questi segnali tendono a muoversi più rapidamente rispetto a quelli fondamentali tradizionali. Il sentiment può cambiare molto velocemente e per gli investitori è essenziale poter ruotare il portafoglio in modo efficiente.

Dall’introduzione dei dazi commerciali da parte di Trump ad aprile 2025, abbiamo osservato che l’incertezza degli investitori si è presentata in modo differenziato nelle diverse aree geografiche. Riteniamo quindi importante effettuare una ricerca geografica ampia per individuare le migliori opportunità, includendo anche segmenti con capitalizzazioni di mercato inferiori.

Investimento comportamentale

Perché analizziamo caratteristiche come il sentiment degli investitori e l’incertezza? Perché i mercati sono formati da persone e le persone sono guidate dalla psicologia. Gli investitori tendono a essere influenzati da bias comportamentali, come l’effetto gregge, il bias di conferma, il bias del senno di poi, l’ancoraggio, l’effetto dotazione e l’eccessiva sicurezza. L’effetto gregge è la tendenza a imitare gli altri investitori, soprattutto in condizioni di elevata incertezza.

Effetto gregge

Bias di conferma

Bias del senno di poi

Ancoraggio

Effetto dotazione

Eccessiva sicurezza

Il bias di conferma è la tendenza ad attribuire maggiore importanza alle informazioni che confermano convinzioni già esistenti. Il bias del senno di poi è la tendenza a percepire gli eventi come più prevedibili di quanto non fossero prima del loro verificarsi. L’ancoraggio consiste nell’affidarsi a informazioni limitate ma familiari. L’effetto dotazione porta gli investitori ad attribuire un valore maggiore agli asset che già possiedono. L’eccessiva sicurezza è la tendenza a sovrastimare le proprie capacità e l’accuratezza delle proprie previsioni: un esempio è il fatto che circa l’80% dei guidatori ritiene di essere migliore della media, cosa ovviamente impossibile.

Crediamo in un approccio sistematico che includa una gestione del rischio rigorosa. Siamo inoltre convinti che i bias comportamentali possano rappresentare una fonte persistente di alpha. Le sopravvalutazioni attuali sono, a nostro avviso, una conseguenza concreta di questi bias. Gli investitori tendono a considerare prevedibili i movimenti di prezzo passati e a dedurre con eccessiva sicurezza che la fase di rialzo si prolunghi in un futuro molto lontano, come se l’onda potesse essere cavalcata all’infinito. La storia dei mercati racconta una realtà diversa.

Investment Outlook 2026

Mentre gli investitori guardano al 2026, le questioni legate a crescita, inflazione e politiche economiche restano complesse. In Jupiter, l’indipendenza è al centro della nostra filosofia e, in contesti caratterizzati da mercati incerti, riteniamo che la gestione attiva sia più importante che mai. Concedendo ai nostri specialisti degli investimenti la libertà di formarsi opinioni proprie, permettiamo loro di individuare opportunità e gestire il rischio.

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Il valore delle menti attive: il pensiero indipendente

Una caratteristica fondamentale dell’approccio di investimento di Jupiter è che evitiamo l’adozione di una view della casa, preferendo invece consentire ai nostri gestori specializzati di formulare le proprie opinioni sulla loro asset class. Di conseguenza, va notato che tutte le opinioni espresse, anche su questioni relative a considerazioni ambientali, sociali e di governance, sono quelle degli autori e possono differire dalle opinioni di altri professionisti degli investimenti Jupiter.

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