Una caratteristica notevole dei mercati nel 2022 è che non solo le azioni ma anche i mercati obbligazionari sono scesi. A fine agosto, l’indice MSCI World era sceso del 17,8% e l’indice Bloomberg Global Aggregate, un indice di obbligazioni governative e societarie investment grade, aveva perso un allarmante 15,6%. Gli investitori che avevano cercato la diversificazione con l’approccio tradizionale che combina azioni e obbligazioni nella convinzione che se le azioni crollano le obbligazioni rimangono solide, si sono trovati senza un porto sicuro.  

Nel 2022 le obbligazioni non sono riuscite a offrire una diversificazione
Chart 1

Fonte: Morningstar, Jupiter, al 31.08.2022

La causa principale delle turbolenze che hanno colpito diverse asset class quest’anno è stato il brusco cambio di rotta della Fed. Dopo essere stata lenta nell’aumentare i tassi di interesse quando l’inflazione era una minaccia che appariva lontana, ha cambiato idea e ha aumentato i tassi all’improvviso, quando la tempesta era già scoppiata. La repentinità del cambiamento ha mandato in tilt sia l’obbligazionario che l’azionario.

 

Tuttavia, alcune asset alternative sono rimaste positivei e gli investitori che le hanno incluse nei loro portafogli hanno beneficiato di una reale diversificazione e di risultati migliori. Le strategie Jupiter Merian Global Equity Absolute Return (GEAR) e Jupiter Strategic Absolute Return Bond (SARB) hanno registrato performance molto diverse rispetto ai mercati azionari e obbligazionari. Entrambe le strategie sono neutrali rispetto al mercato e mantengono in equilibrio un portafoglio lungo e uno corto. Entrambe hanno come obiettivo una bassa volatilità. 

GEAR e SARB hanno apportato diversificazione
Chart 2

La performance passata non è indicativa della performance presente o futura.

Performance cumulative, da inizio anno, del Jupiter Merian Global Equity Absolute Return (GEAR) (I USD Acc) e del Jupiter Strategic Absolute Return Bond (SARB) (I USD Acc).

Fonte: Morningstar, Jupiter, al 31.08.2022. 

Non puntate tutto su … 

Le flessioni dei mercati sono sempre difficili da prevedere. Il momento migliore per creare un portafoglio veramente diversificato non è dopo un forte calo del mercato, ma prima. Anche se non possiamo prevedere quando si verificherà la prossima flessione, è ragionevole aspettarsi ulteriori turbolenze nel lungo periodo. L’inflazione, ad esempio, è notoriamente difficile da controllare per le banche centrali e i tentativi aggressivi in tal senso possono causare recessioni. Nonostante il contesto economico, non possiamo dimenticare dobbiamo essere avvertiti che i mercati finanziari sono volatili e spesso disattendono le aspettative. Un numero crescente di ricerche accademiche1 sottolinea che i mercati finanziari non sono in uno stato di equilibrio, ma sono sistemi complessi e altamente dinamici, inclini a comportamenti volatili. Un sistema complesso è quello in cui un piccolo cambiamento nelle circostanze attuali può portare a grandi deviazioni nel futuro: il ben noto effetto farfalla. Le ricerche hanno dimostrato che i rendimenti dei mercati azionari sono statisticamente “fat tailed” (leptokurtic) e subiscono perdite estreme più spesso di quanto non accadrebbe se si trattasse di sistemi a distribuzione normale (gaussiana). In questo caso, la ricerca accademica coincide con il buon senso: gli operatori di mercato sanno intuitivamente che i prezzi possono facilmente andare fuori controllo. 

Rendimenti non correlati 

La correlazione, una relazione statistica tra due titoli, misura quanto si sono mossi insieme. I titoli altamente correlati (quasi al 100%) si muovono insieme al rialzo e al ribasso. I titoli con una bassa correlazione (vicina allo 0%) si muovono in modo indipendente: uno a volte sale quando l’altro scende. Due titoli con correlazione negativa (quasi -100%) si muovono in direzioni opposte, uno al rialzo e l’altro al ribasso. L’aggiunta di attività non correlate e negativamente correlate a un portafoglio aumenta il beneficio della diversificazione, tendendo a ridurre il rischio complessivo.

 

Sia la strategia Jupiter Merian Global Equity Absolute Return (GEAR) che la strategia Jupiter Strategic Absolute Return Bond (SARB) hanno storicamente offerto una buona fonte di diversificazione. Entrambe hanno avuto una bassa correlazione con i mercati azionari e obbligazionari. Nei 13 anni trascorsi dall’avvio di GEAR, la strategia ha registrato una bassa correlazione con l’indice MSCI World. Negli otto anni trascorsi dall’avvio della SARB, la strategia ha avuto per lo più una bassa correlazione con l’indice Bloomberg Global Aggregate. 

La performance passata non è indicativa della performance presente o futura. GEAR è il Jupiter Merian Global Equity Absolute Return Fund (I USD Acc).

Tre mesi di correlazione del Jupiter Merian Global Equity Absolute Return Fund (I USD ACC) rispetto all’indice MSCI World NR dal lancio del fondo nel 30.06.2009.

Fonte: Jupiter, al 31.08.2022.

La performance passata non è indicativa della performance presente o futura. SARB è il Jupiter Strategic Absolute Return Fund (I USD Acc).

Tre mesi di correlazione del Jupiter Strategic Absolute Return Bond Fund (I USD Acc) rispetto all’indice Bloomberg Global Aggregate dal lancio del fondo nel 30.05.2014.

Fonte: Jupiter, al 31.08.2022.

I grafici qui sopra mostrano la correlazione: si prendono periodi di tre mesi di rendimenti giornalieri della strategia e dell’indice, si misura la loro correlazione, si spostano i dati in avanti di un giorno, si misura nuovamente la correlazione e così via, per produrre una serie temporale. La correlazione può anche essere calcolata come media sull’intero periodo, come nelle due matrici sottostanti, dove sono riportati anche altri indici. La matrice superiore si riferisce alla data di inizio del GEAR, quella inferiore a quella del SARB. 

Chart 5

Arco temporale: 30.06.2009-31.08.2022. GEAR è il Jupiter Merian Global Equity Absolute Return Fund (I USD Acc). SARB è il Jupiter Strategic Absolute Return Fund (I USD Acc).

Correlazione con frequenza mensile. Fonte: Morningstar, Jupiter, al 31.08.2022. 

Chart 6

Arco temporale: 30.05.2014-31.08.2022. SARB è il Jupiter Strategic Absolute Return Fund (I USD Acc). GEAR è il Jupiter Merian Global Equity Absolute Return Fund (I USD Acc).

Correlazione con frequenza mensile. Fonte: Morningstar, Jupiter, al 31.08.2022.

Un portafoglio più resiliente  

Qual è l’effetto dell’aggiunta di attività a bassa correlazione a un portafoglio di azioni e obbligazioni? Il grafico seguente mostra i rendimenti cumulativi di tre portafogli nell’arco di tre anni, fino al 31 agosto 2022. Il portafoglio con la performance più bassa è quello “tradizionale”, indicato in blu, con un’allocazione del 60%-40% all’indice MSCI World e all’indice Bloomberg Global Aggregate. Gli altri due portafogli mostrano l’effetto dell’aggiunta delle strategie GEAR e SARB, in un caso sostituendole completamente alle obbligazioni. Entrambi i portafogli che includevano GEAR e SARB hanno sovraperformato il portafoglio tradizionale 60-40.  

Chart 7

La performance passata non è indicativa della performance presente o futura. Periodo di tre anni fino al 31.08.2022. Fonte: Jupiter, Morningstar al 31.08.2022.  

Processi di investimento diversi  

GEAR e SARB hanno processi d’investimento molto diversi. Il modello sistematico del team GEAR analizza ogni giorno i fondamentali di migliaia di azioni, esaminando diversi aspetti di ciascun titolo, come il valore, la qualità e la crescita. Il team GEAR non effettua analisi macroeconomiche. Il SARB, invece, è un fondo macro. Il team del SARB analizza a fondo le principali tendenze economiche, come la crescita del PIL, l’inflazione e la politica della banca centrale, formulando giudizi sulle prospettive di valute, obbligazioni e tassi d’interesse. La differenza tra i due processi è in parte dovuta al background personale di ciascun team, ma vale la pena notare che è più facile ottenere grandi quantità di dati nel mercato azionario che in quello obbligazionario. Un approccio sistematico (computer-driven) è più facile da implementare nelle azioni (GEAR) che nelle obbligazioni (SARB). Pur avendo processi d’investimento diversi, entrambe le strategie hanno ottenuto rendimenti positivi, anche nei mercati in ribasso. La bassa correlazione di questi rendimenti con i mercati azionari e obbligazionari suggerisce che la loro aggiunta a lungo termine ai portafogli potrebbe avere un benefico effetto di diversificazione. 

1Si veda T. Aste e T. Di Matteo, Introduction to Complex and Econophysics Systems: a navigation map Lecture Notes in Complex Systems Vol.9 (World Scientific, Singapore 2010) 1-35. Il professor Di Matteo del King’s College di Londra è consulente della strategia GEAR.

Performance
Jupiter Merian Global Equity Absolute Return Fund (I USD Acc)

La performance passata non è indicativa di quella attuale o futura e non tiene conto delle commissioni e dei costi sostenuti per l’emissione/il rimborso delle azioni. I rendimenti possono aumentare o diminuire a causa delle oscillazioni valutarie.

 

Fonte: Morningstar, NAV to NAV, reddito lordo reinvestito, al netto delle commissioni, in USD, al 31.08.22.

Caratteristiche del portafoglio  

Jupiter Merian Global Equity Absolute Return Fund 

Obiettivo del fondo: Crescita del capitale, con un attento controllo del rischio. Il fondo mira inoltre a conseguire un rendimento assoluto (superiore allo zero), indipendentemente dalle condizioni di mercato, su un periodo di 12 mesi. 

Struttura: UCITS

SRRI 4                                                                                                                                Jupiter Merian Global Equity Absolute Return Fund Risk logo

Rischi specifici del fondo

  • Rischio d’investimento – sebbene il Fondo miri a conseguire una performance positiva a prescindere dalle condizioni di mercato, non è possibile garantire che questo obiettivo verrà raggiunto. Inoltre, il Fondo può superare il suo limite di volatilità. Non si può escludere la perdita di una parte o di tutto il capitale investito.
  • Rischio delle azioni (ossia titoli azionari) della Società – il valore delle azioni della Società e titoli simili può salire e scendere in reazione alla performance delle singole società e può essere influenzato dai movimenti quotidiani del mercato azionario e dalle condizioni di mercato generali.
  • Rischio legato al programma Stock Connect – il Fondo può investire in azioni A cinesi attraverso il programma Stock Connect di Cina e Hong Kong (“Stock Connect”). Lo Stock Connect è disciplinato da normative non comprovate e soggette a variazioni. Eventuali limitazioni e restrizioni di negoziazione sulla proprietà da parte di stranieri possono limitare la capacità del Fondo di perseguire la sua strategia di investimento.
  • Rischio di cambio – il Fondo è denominato in USD e potrebbe ricorrere a tecniche di copertura per cercare di ridurre gli effetti delle variazioni del tasso di cambio tra la valuta degli investimenti sottostanti e la propria valuta di base. Queste tecniche non possono eliminare completamente il rischio di cambio. Questa categoria di azioni è denominata in EUR e punta a coprire la valuta della categoria di azioni nei confronti della valuta di base. Il processo di copertura potrebbe non fornire una copertura precisa. Il valore delle vostre azioni può salire o scendere a causa delle oscillazioni del tasso di cambio.
  • Rischio legato agli strumenti derivati – il Fondo utilizza strumenti derivati per generare un rendimento e/o per ridurre i suoi costi e il suo rischio complessivo. L’uso di strumenti derivati può comportare un livello di rischio più elevato. Una piccola evoluzione nel prezzo di un investimento sottostante può portare ad una variazione sproporzionatamente elevata nel prezzo dello strumento derivato. Gli strumenti derivati determinano inoltre un rischio di controparte qualora le istituzioni che agiscono come controparte di derivati non adempiano ai propri obblighi contrattuali.

Fonte: Jupiter.

L’indicatore sintetico di rischio e rendimento (SRRI) si basa su dati passati, può cambiare nel tempo e non può essere un’indicazione affidabile del futuro profilo di rischio del fondo.

La categoria più bassa non significa “nessun rischio”. Per ulteriori informazioni, consultare il KIID. Indicatore sintetico di rischio e rendimento (SRRI) secondo il KIID più aggiornato (10.02.22).

Performance 

Jupiter Strategic Absolute Return Bond

La performance passata non è indicativa di quella attuale o futura e non tiene conto delle commissioni e dei costi sostenuti per l’emissione/il rimborso delle azioni. I rendimenti possono aumentare o diminuire a causa delle oscillazioni valutarie.

 

Fonte: Morningstar, NAV to NAV, reddito lordo reinvestito, al netto delle commissioni, in USD, al 31.08.22.


Questa classe di azioni ha un track record esteso basato sulla classe di azioni F1 USD Acc. La performance dal 18.04.18 è relativa alla classe di azioni I USD Acc. La performance dal 30.05.14 e fino al 17.04.18 è relativa alla classe di azioni F USD Acc. Dal 25.05.17 il benchmark del fondo è passato dal JP Morgan Global Government Bond Index USD hedged a cash (USD Fed Funds Effective Overnight Rate). In data 01.05.15 il benchmark del fondo è passato dal tasso di offerta dei depositi a un mese in dollari USA di Intercontinental Exchange Bank of America, al JP Morgan Global Government Bond Index USD hedged. **Dall’inizio: 30.05.14. ***Dall’inizio del FM: 01.08.16.

Caratteristiche del portafoglio  

Panoramica di Jupiter Strategic Absolute Return Bond Fund  

Obiettivo del fondo: l’obiettivo di Jupiter Strategic Absolute Return Bond Fund è cercare di conseguire rendimenti totali positivi su base di dodici mesi con livelli stabili di volatilità non correlati alle condizioni dei mercati obbligazionari e azionari. Gli investitori devono essere consapevoli che il loro capitale è a rischio e che non vi è alcuna garanzia che i rendimenti totali positivi saranno conseguiti nell’arco di dodici mesi o in qualsiasi altro periodo di tempo. 

Benchmark: Federal Funds Effective Overnight Rate

Struttura: ICVC 

Rischi specifici del fondo

  • Rischio di investimento – sebbene il Fondo miri a conseguire una performance superiore allo zero indipendentemente dalle condizioni di mercato, non vi è alcuna garanzia che tale obiettivo venga raggiunto. Inoltre, la volatilità effettiva del Fondo può essere superiore o inferiore all’intervallo previsto e potrebbe anche superare la volatilità massima prevista. Potrebbe verificarsi una perdita di capitale parziale o totale dell’importo investito.
  • Rischio dei mercati emergenti – rispetto ai paesi sviluppati, i paesi meno sviluppati possono andare incontro a maggiori avversità in ambito politico, economico o strutturale.
  • Rischio di credito – l’emittente di un’obbligazione o di un investimento analogo all’interno del Fondo potrebbe non pagare gli interessi o rimborsare il capitale al Fondo alla scadenza. Le obbligazioni con rating inferiore all’investment grade sono considerate come aventi un rischio più elevato per quanto riguarda il rispetto degli obblighi di pagamento.
  • Obbligazioni contingent convertible (CoCo) e altri investimenti con caratteristiche di assorbimento delle perdite – il Fondo può detenere investimenti con caratteristiche di assorbimento delle perdite, compreso fino al 20% in obbligazioni convertibili contingenti (CoCo). Questi investimenti possono essere soggetti a interventi normativi e/o a specifici eventi (trigger events) legati al calo del capitale regolamentare ad un certo livello prestabilito. Si tratta di un rischio diverso da quello delle obbligazioni tradizionali e può comportare la loro conversione in azioni della società, o una perdita parziale o totale di valore.
  • Rischio associato al Bond Connect – Le regole dello schema Bond Connect potrebbero non consentire sempre al Fondo di vendere i propri asset e potrebbero causare al Fondo perdite su un investimento.
  • Rischio di tasso d’interesse – gli investimenti in obbligazioni sono influenzati dai tassi d’interesse e dalle tendenze dell’inflazione che possono influire sul valore del Fondo.
  • Rischio di liquidità – alcuni investimenti possono diventare difficili da valutare o vendere nel momento e al prezzo desiderato. In circostanze estreme, ciò può influire sulla capacità del Fondo di soddisfare le domande di rimborso su richiesta.
  • Rischio di derivati – il Fondo utilizza i derivati per generare rendimenti e/o ridurre i costi e il rischio complessivo del Fondo. L’utilizzo di derivati può comportare un livello di rischio più elevato. Una piccola oscillazione del prezzo di un investimento sottostante può tradursi in una variazione sproporzionata del prezzo dell’investimento derivato. I derivati comportano inoltre un rischio di controparte qualora le istituzioni che fungono da controparte per i derivati non fossero in grado di rispettare i loro obblighi contrattuali.
  • Rischio valutario – il Fondo può essere esposto a diverse valute. Il valore delle quote può variare al rialzo come al ribasso in funzione delle fluttuazioni dei tassi di cambio.
  • Il Fondo può essere investito per più del 35% in titoli di Stato e del settore pubblico. Questi possono essere emessi da altri paesi e governi. Si richiama l’attenzione sulla politica d’investimento dichiarata, esposta nel prospetto del Fondo.
L’indicatore sintetico di rischio e rendimento (SRRI) si basa su dati passati, può cambiare nel tempo e non è un’indicazione affidabile del futuro profilo di rischio del fondo. La categoria più bassa non significa “nessun rischio”. Per ulteriori informazioni, consultare il KIID. Indicatore sintetico di rischio e rendimento (SRRI) secondo il KIID più aggiornato (10.02.22).