“La vita scappa via in fretta, se uno non si ferma e non si guarda intorno rischia di sprecarla.” – Ferris Bueller, Una pazza giornata di vacanza (1986)

Lasciamo all’immaginazione del lettore capire perché il team Multi-Asset citi un film su un liceale perditempo. Ma il periodo che ha seguito la pandemia è stato uno dei più intensi della nostra carriera – è fin troppo facile per gli investitori farsi condizionare dall’andamento dei mercati. Il nostro lavoro consiste nel prenderci un “giorno di pausa” e dare un’interpretazione a quanto sta avvenendo. Avevamo previsto, nell’aprile 2020, che gli stimoli post-pandemia avrebbero dato il via a un ciclo economico che sarebbe andato alla velocità della luce, e così è stato. Dopo la recessione più veloce della storia, c’è stata la ripresa più veloce della storia, e ora i mercati sono preoccupati che le cose si stanno muovendo troppo velocemente. Siamo passati dalla deflazione alla reflazione, poi alla stagflazione, e infine inflazione nel giro di poche settimane.

Non confidate che l’inflazione sparisca l’anno prossimo

La Federal Reserve (Fed) ha applicato una politica monetaria accomodante per molto tempo, come ci aspettavamo dopo la revisione strutturale del suo quadro di riferimento nel 20201. C’è stata anche una ripresa della domanda ancora più veloce di quanto la Fed avesse previsto, guidata dai vaccini, dalla crescita della ricchezza delle famiglie, e dagli assegni di stimolo. La domanda ha superato l’offerta in maniera tale da raggiungere livelli di inflazione che non si vedevano da quasi 40 anni.

La Fed confida sul fatto che l’inflazione sparisca l’anno prossimo, ma in realtà potrebbe durare più a lungo. Analizziamo l’inflazione attuale tramite quattro categorie fondamentali: i settori legati alle riaperture, l’immobiliare, i salari e le aspettative. Tutte si muovono al rialzo. L’inflazione generata dagli affitti non è temporanea, e può contribuire ad aspettative di un’inflazione maggiore, il che rafforza le dinamiche di un aumento dei prezzi a lungo termine. La politica delle banche centrali corre il rischio di andare troppo lentamente ora e di doversi muovere più velocemente più avanti, ostacolando la ripresa.

Avvicinandoci al 2022, pensiamo che la crescita possa essere sostenuta e possa supportare i mercati. Le scorte sono a livelli bassi per via delle difficoltà delle catene di approvvigionamento, e il riassortimento può sostenere la produzione industriale. I risparmi accumulati (circa il 10% del PIL negli USA) possono continuare a sostenere i consumi. Verso la metà del prossimo anno, il rifornimento delle scorte, il rallentamento della domanda dei consumatori, una politica più rigida e valutazioni elevate renderanno la vita più difficile. In conclusione: si può continuare a cavalcare l’onda dell’azionario e possedere meno obbligazioni per ora, ma è probabile che l’anno prossimo sia necessaria la flessibilità per ridurre il rischio e aumentare la duration.2
Job openings are outstripping the supply of unemployed workers, putting upward pressure on wages

Guardare oltre l’orizzonte

Guardando al futuro più lontano, i cambiamenti strutturali indicano un contesto di crescita e di inflazione relativamente più forti. Gli stimoli della pandemia e i rialzi dei prezzi degli asset hanno permesso un aumento dei pensionamenti, diminuendo l’offerta di lavoro ma facendo aumentare gli stipendi. La pandemia e le guerre commerciali hanno evidenziato che le catene logistiche mondiali sono passate dal modello “just in time” a quello “just in case”. Abbiamo visto un aumento nella spesa capitale, in particolare, dall’inizio della pandemia, un incremento della spesa per la ricerca e lo sviluppo, il che può spingere la produttività e la crescita. In ultimo luogo ma altrettanto importante, la necessità di finanziare la transizione climatica può sbloccare una spesa fiscale aggiuntiva e potenzialmente forme di stimoli “green”. Sembrano esserci scarse possibilità di un ritorno all’austerità del decennio passato.

Ci vorrà un po’ di tempo prima che questi fattori entrino in gioco, ma tutti insieme probabilmente porteranno, nel corso del prossimo decennio, a un contesto di crescita e di inflazione moderatamente più alti, specialmente se paragonato al decennio appena trascorso. I cambiamenti delle politiche monetarie e fiscali possono anche portare a una maggiore volatilità e a crisi più frequenti e più improvvise. È improbabile che semplici portafogli bilanciati di azioni di qualità superiore e obbligazioni di duration più lunga funzionino bene come hanno fatto finora.

Questo non significa necessariamente che gli investitori non possano ottenere dei buoni rendimenti, ma ci sarà bisogno di approcci differenti. Come ha detto Ferris: “non stai morendo: semplicemente non riesci a pensare a niente di bello da fare”. Pensiamo che ciò si possa applicare anche agli investimenti: puoi sempre performare, ma dovrai essere più flessibile e avere un più ampio range di fonti di rendimento.
1 https://www.jupiteram.com/uk/en/professional/insights/volte-fait-making-sense-of-feds-hawkish-turn/
2 La duration stima la sensibilità di un’obbligazione o di un fondo obbligazionario alle variazioni dei tassi di interesse. Si misura in anni. Più è lunga la duration di un’obbligazione, più sensibile è ai movimenti dei tassi di interesse.

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