Jupiter Dynamic Bond: aggiornamento su performance e posizionamento

Desideriamo condividere un aggiornamento sul fondo Jupiter Dynamic Bond, ripercorrendo la performance del 2025 e illustrando come il nostro posizionamento si sia evoluto in risposta a un contesto macroeconomico complesso.
16 marzo 2026 9 minuti

Desideriamo condividere un aggiornamento sul fondo Jupiter Dynamic Bond, ripercorrendo la performance del 2025 e illustrando come il nostro posizionamento si sia evoluto in risposta a un contesto macroeconomico complesso.

Come sempre, non esitate a contattare il vostro consueto referente Jupiter per qualsiasi ulteriore domanda.

Sintesi

  • La Strategia si è adattata tatticamente nel 2025, con un posizionamento più dinamico su tassi e credito;
  • L’esposizione alla duration è stata gestita attivamente in risposta alla politica tariffaria degli Stati Uniti e alle attese sull’evoluzione della forma della curva;
  • Abbiamo spostato l’esposizione ai tassi dagli Stati Uniti verso altri mercati sviluppati (Regno Unito, Australia, Nuova Zelanda), per poi continuare a riallocarla tra questi mercati;
  • Abbiamo aumentato l’esposizione netta al credito ad aprile, poiché gli spread si sono mantenuti ben supportati;
  • La performance della Strategia ha registrato un rimbalzo nel 2025, tornando su livelli tipici rispetto ai peer;
  • Contributi alla performance sono solidi in tutte le principali componenti del reddito fisso, in particolare titoli di Stato dei mercati sviluppati, high yield e mercati emergenti.

Review della nostra performance nel 2022 e nel 2024

Prima di analizzare nel dettaglio il 2025, è importante riconoscere che il 2022 e, in particolare, il 2024 sono stati periodi difficili per i nostri investitori. Il fondo Jupiter Dynamic Bond è costruito con un obiettivo chiaro: offrire ai nostri clienti un’allocazione obbligazionaria completa e diversificata, in grado di generare rendimenti interessanti corretti per il rischio nel lungo periodo. Sebbene gli ultimi anni abbiano messo alla prova questa ambizione, hanno anche rafforzato il nostro impegno verso un miglioramento continuo.

Performance per anno solare

Chart 1 Le performance passate non sono indicative di quelle future. Fonte: Morningstar, reddito lordo reinvestito, al netto delle commissioni, in EUR, al 31.12.25. *Basato su rendimenti giornalieri dal lancio del fondo il 05.12.12. Il Fondo non è gestito in riferimento a un benchmark e non utilizza un benchmark a fini di confronto della performance. È mostrato solo a scopo illustrativo e non implica risultati futuri.

Il nostro approccio combina un’allocazione top-down guidata da analisi macroeconomiche con una selezione creditizia bottom-up, supportata dal nostro team di ricerca sul credito di grande esperienza. Storicamente, il Fondo ha dimostrato resilienza e capacità di adattamento durante periodi di forte dislocazione dei mercati — inclusi la crisi del debito sovrano dell’Eurozona, il sell-off dell’high yield del 2015 e la pandemia di COVID nel 2020. Puntiamo ad anticipare i principali cambiamenti macroeconomici e a posizionare di conseguenza il portafoglio, un approccio che ha spesso portato a buone performance durante fasi di ampliamento degli spread.

Il nostro framework macroeconomico si è sempre basato su un’ampia gamma di indicatori con un forte potere predittivo. Ciò ci ha consentito di affrontare con agilità improvvisi cambiamenti macro, supportando decisioni di allocazione tempestive e generando rendimenti interessanti corretti per il rischio.

Sebbene il nostro framework macro abbia storicamente supportato solide decisioni di allocazione, il contesto del 2022 e del 2024 si è rivelato particolarmente sfidante. Nel 2022 eravamo cauti sulla capacità dei mercati sviluppati di sostenere livelli elevati dei tassi di interesse, richiamandoci a precedenti come il rallentamento statunitense del 2018–2019. Col senno di poi, le economie — in particolare quella statunitense — hanno mostrato una resilienza superiore alle attese.

Nel periodo 2022-2024 abbiamo costantemente osservato una certa compiacenza dei mercati rispetto al rischio di un rallentamento della crescita o di una fase deflazionistica. Nel frattempo, i rendimenti dei titoli di Stato sono saliti a livelli che non si vedevano da quasi due decenni, migliorando significativamente l’attrattività dell’esposizione alla duration.

Il nostro posizionamento sui tassi si è evoluto in linea con questa visione macro — aumentando o mantenendosi stabile piuttosto che oscillare. Non si è trattato di un approccio statico, ma del riflesso di una tesi macroeconomica coerente, supportata da valutazioni sempre più interessanti. I periodi di maggiore performance dei titoli di Stato, come il quarto trimestre 2023 e il terzo trimestre 2024, hanno rafforzato la nostra convinzione. In quei momenti, abbiamo ritenuto prematuro ridurre l’esposizione ai tassi, poiché la nostra tesi stava iniziando a concretizzarsi e il mercato scontava sempre più tagli dei tassi.

Il nostro approccio nel 2025

In risposta all’evoluzione del contesto macro e di mercato, negli ultimi 12 mesi siamo stati molto più tattici. Il team ha sempre seguito il principio secondo cui “quando cambiano i fatti, adeguiamo le nostre opinioni”, e questo è stato pienamente messo in pratica quest’anno.

La nostra allocazione ai tassi di interesse lo dimostra chiaramente. Dall’inizio del 2025, l’esposizione alla duration è stata modificata in modo significativo per riflettere i rapidi cambiamenti del contesto macro — guidati dalla politica tariffaria degli Stati Uniti, dagli sviluppi geopolitici e dai dati macroeconomici.

Contributo della duration per segmento di curva – Dynamic Bond

Chart 2 Fonte: Jupiter, al 31.12.25.

Nel primo trimestre abbiamo mantenuto un’esposizione elevata alla duration, in particolare negli Stati Uniti. Dopo il Liberation Day statunitense (2 aprile 2025), abbiamo ridotto l’esposizione alla curva USA, chiudendo le posizioni sulla parte lunga ma mantenendo una significativa esposizione sulla parte breve (in particolare sui Treasury USA a 2 e 5 anni tramite futures). Inizialmente, i mercati hanno interpretato l’evento come negativo per la crescita, facendo scendere i rendimenti. Tuttavia, con il consolidarsi della percezione della nuova politica tariffaria come disaccoppiamento strutturale degli Stati Uniti dal commercio globale, la curva si è rapidamente inclinata. Abbiamo quindi aperto una posizione corta sul tratto a 30 anni nell’ambito di una strategia di steepener della curva, che ha funzionato bene. Abbiamo chiuso la posizione a fine estate, cristallizzando i guadagni dopo un significativo movimento della curva a nostro favore.

Nel contesto attuale, il posizionamento lungo la curva è più cruciale che mai. L’incertezza fiscale ha reso i titoli di Stato a lunga scadenza una copertura meno affidabile contro i ribassi. Questa visione ci ha portato a spostare l’esposizione nel Regno Unito, a parità di duration, dalla parte lunga verso la scadenza a 10 anni e, più recentemente, ad aumentare l’esposizione sul tratto a 5 anni (tramite swap), dove vediamo un miglior equilibrio rischio/rendimento, soprattutto in vista del prossimo bilancio. Questi segmenti della curva sono più strettamente legati all’evoluzione di inflazione, crescita e politiche economiche rispetto alla parte lunga.

Riducendo l’esposizione ai tassi USA, abbiamo individuato opportunità in altri mercati sviluppati e in alcuni mercati emergenti. Con i tassi USA in sovraperformance, abbiamo visto spazio per un recupero di mercati come Regno Unito e Australia. La Nuova Zelanda è stata un caso emblematico: abbiamo aumentato l’esposizione a inizio anno, quando il mercato prezzava solo un allentamento moderato. Con l’indebolimento della crescita, i rendimenti sono scesi sensibilmente e abbiamo realizzato i profitti riducendo la posizione. Più recentemente, tuttavia, dati australiani indicanti un’inflazione più persistente e una ripresa della crescita ci hanno spinto a ridurre in modo significativo l’esposizione. Anche l’esposizione ai bond in valuta locale dei mercati emergenti, in particolare Brasile e Messico, è stata un importante motore di performance, contribuendo per oltre 80 punti base ai rendimenti complessivi del 2025.

Dynamic Bond, esposizione EM in valuta locale e performance vs indice

Chart 3
Chart 4 Fonte: Jupiter, al 31.12.25. Le performance passate non sono indicative di quelle future.

Ci sono state anche operazioni che non hanno contribuito positivamente nel 2025, come l’esposizione ai Bund tedeschi o alla parte lunga della curva giapponese. In questi casi siamo stati rapidi e pragmatici nel chiudere le posizioni, spostando l’attenzione sui BTP italiani, dove vedevamo un significativo potenziale di compressione degli spread.

Sul credito abbiamo mantenuto un approccio altrettanto pragmatico. Sebbene le valutazioni siano state tese per gran parte dell’anno, il contesto successivo al Liberation Day ha evidenziato diversi fattori di supporto agli spread. Ad aprile abbiamo aumentato l’esposizione netta al credito chiudendo le coperture tramite CDS su indici — una mossa tattica che ha contribuito positivamente alla performance.

Il portafoglio di credito corporate ha continuato a fornire un contributo positivo significativo (come già nel 2023 e nel 2024). L’anno ha visto diverse dinamiche favorevoli:

  • Forte contributo dal settore telecomunicazioni, grazie a posizioni core come VMED e agli sviluppi positivi su Altice France, sostenuti da speculazioni di acquisizione;
  • La nostra operazione tematica ad alta convinzione sugli operatori di ospedali privati negli Stati Uniti (ad esempio Community Health Systems, Prime Healthcare Services), già discussa in precedenti webcast, ha generato un contributo significativo;

Dynamic Bond, esposizione agli ospedali privati USA e performance vs indice

Chart 5
Chart 6 Fonte: Jupiter, al 31.12.25. Le performance passate non sono indicative di quelle future.
  • Anche il settore finanziario ha contribuito in modo rilevante, con performance particolarmente positive delle posizioni in strumenti AT1;
  • L’esposizione ai satelliti ha generato rendimenti elevati su diversi emittenti, in un contesto di significativa rivalutazione del settore, con performance particolarmente forti di Viasat e Inmarsat;
  • Le esposizioni aggiunte nel settore energetico dopo il sell-off del Liberation Day (ad esempio W&T Energy, Baytex, Saturn) hanno contribuito positivamente ai rendimenti del fondo.

Anche il debito dei mercati emergenti in valuta forte ha rappresentato un elemento positivo, con ottimi rendimenti sia da specifiche storie corporate (come Repubblica Ceca e India) sia da situazioni speciali (Venezuela, Libano e Argentina).

Ancora ottimismo per il futuro

L’approccio dinamico alla gestione dei tassi e del rischio di credito, insieme alle dinamiche sopra descritte sul credito, ha rappresentato il principale motore del recupero del Fondo nel 2025. La performance relativa rispetto ai peer e il posizionamento nei quartili sono tornati su livelli più tipici, riflettendo l’efficacia del nostro posizionamento attivo.

Infine, nonostante un anno positivo, restiamo molto ottimisti sulle prospettive di rendimento future. Riteniamo che oggi la Strategia offra una proposta di valore unica in termini di rendimento rispetto alla qualità creditizia. A titolo esemplificativo, in termini coperti in GBP, il portafoglio offre un rendimento superiore persino a quello di alcuni titoli high yield, pur mantenendo al contempo una qualità media investment grade.

Rendimento a scadenza del Dynamic Bond vs segmenti del mercato obbligazionario corporate in euro

Chart 7 I rendimenti indicati non rappresentano una guida né una garanzia del livello di distribuzioni attese. Il rendimento può variare significativamente in periodi di elevata volatilità dei mercati e dell’economia. Fonte: ICE BofA, Jupiter, al 31.12.25.

Performance rolling %

 01 Jan '16 to 31 Dec '1601 Jan '17 to 31 Dec '1701 Jan '18 to 31 Dec '1801 Jan '19 to 31 Dec '1901 Jan '20 to 31 Dec '2001 Jan '21 to 31 Dec '2101 Jan '22 to 31 Dec '2201 Jan '23 to 31 Dec '2301 Jan '24 to 31 Dec '2401 Jan '25 to 31 Dec '25
Jupiter Dynamic Bond D EUR Acc4.72.3-3.07.46.40.8-15.97.6-0.35.8
EAA Fund Global Flexible Bond – EUR Hedged*3.92.7-4.26.43.1-0.5-10.55.63.74.1

Le performance passate non sono indicative di quelle future. Fonte: Morningstar, NAV to NAV, reddito lordo reinvestito, al netto delle commissioni, in EUR, al 31.12.25. Confronto: Morningstar Global Flexible Bond EUR Hedged Average.

Rischi del fondo

  • Rischio di tasso di interesse – Il Fondo può investire in attività il cui valore è sensibile alle variazioni dei tassi di interesse (ad esempio obbligazioni), il che significa che il valore di tali investimenti può variare significativamente al variare dei tassi. Ad esempio, il valore di un’obbligazione tende a diminuire quando i tassi aumentano.
  • Rischio di prezzo – Le variazioni dei prezzi degli strumenti finanziari comportano che il valore degli attivi possa diminuire oltre che aumentare, con un rischio generalmente amplificato in condizioni di mercato più volatili.
  • Rischio di credito – L’emittente di un’obbligazione o di un investimento analogo nel Fondo potrebbe non pagare il reddito o rimborsare il capitale alla scadenza.
  • Rischio derivati – Il Fondo può utilizzare derivati per generare rendimento e/o ridurre i costi e il rischio complessivo. L’uso di derivati può comportare un livello di rischio più elevato: piccoli movimenti del sottostante possono generare variazioni molto più ampie nel valore del derivato.
  • Obbligazioni convertibili contingenti (CoCo) – Il Fondo può investire in tali strumenti, che possono subire perdite rilevanti in presenza di specifici eventi trigger, inclusa la perdita parziale o totale del valore o la conversione in azioni.
  • Rischio di controparte – Rischio di perdite dovute all’inadempienza di una controparte, ad esempio in un contratto derivato o di un depositario.
  • Obbligazioni sub-investment grade – Il Fondo può investire una quota significativa in titoli con rating inferiore all’investment grade, che presentano un rischio maggiore di perdita del capitale o di mancato pagamento delle cedole rispetto ai titoli con rating più elevato.
  • Commissioni a carico del capitale – Alcune o tutte le commissioni del Fondo possono essere prelevate dal capitale. In assenza di sufficiente crescita del capitale, ciò può determinare un’erosione dello stesso.

Per una descrizione più dettagliata dei fattori di rischio, si rimanda alla sezione “Fattori di rischio” del Prospetto.

Jupiter Dynamic Bond

A global unconstrained bond fund which provides investors with some of the best opportunities in fixed income markets.

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Il valore delle menti attive: il pensiero indipendente

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