Un contesto in evoluzione per gli investitori in Europa

Niall Gallagher, Chris Legg e Chris Sellers discutono dell’evoluzione del contesto d’investimento in Europa e dove vedono opportunità per la loro strategia azionaria.
05 giugno 2025 4 minuti

È un momento molto interessante per investire in azioni europee. Dalla crisi finanziaria globale del 2008, il mercato azionario statunitense è diventato sempre più dominante (rappresenta il 71% dell'indice MSCI World1), il che non lascia molto spazio al resto del mondo.

Tuttavia, per una serie di ragioni, riteniamo che si stia aprendo un periodo in cui questi enormi flussi di capitale globale verso gli Stati Uniti potrebbero iniziare ad attenuarsi, e questa tendenza potrebbe avvantaggiare altri mercati, tra cui l'Europa e l'Asia.

L'amministrazione Trump ha espresso chiaramente di non considerare vantaggiosi per il Paese l'ampio deficit e l'avanzo di conto capitale degli Stati Uniti. Con  le decisioni sui dazi e con una serie di altre politiche economiche, il governo sta cercando di ridurre la concentrazione del capitale globale negli Stati Uniti, aumentando al contempo la capacità produttiva nazionale in settori chiave.

Naturalmente le politiche del governo statunitense sono imprevedibili ma vediamo la possibilità di un cambiamento dell'ordine economico che potrebbe favorire l’azionario europeo. La storia ci insegna che questo tipo di migrazioni di capitali non durano solo uno o due anni ma molto più a lungo.

Profondamente a sconto

Rimaniamo ottimisti sull'economia statunitense,  ci aspettiamo che resti dominante grazie a punti di forza come l'innovazione tecnologica, l'indipendenza energetica e la bassa regolamentazione. Tuttavia, riteniamo che un cambiamento strutturale sia necessario da tempo e che l’azionario europeo sia stato trascurato troppo a lungo. L'asset class può vantare aziende di livello mondiale in molti settori, che vengono scambiate a sconto storicamente elevato.

Due dati interessanti sull’azionario europeo e sulla diversificazione: meno della metà del fatturato generato dalle aziende europee quotate in Borsa proviene dall'interno della regione, il che evidenzia la natura globale di queste aziende. Inoltre, la concentrazione del mercato è meno pronunciata in Europa: i primi 10 titoli dell'MSCI Europe rappresentano il 21% della capitalizzazione di mercato dell'indice, contro il 37% dell'S&P 5002.

Rendimenti migliori

In qualità di investitori azionari europei, seguiamo un approccio bottom up, ad alta convinzione, e  fortemente attivo. In genere deteniamo in portafoglio 30-40 titoli. Ricerchiamo le aziende che meglio impiegano il capitale e generano i rendimenti sul capitale più elevati. Cerchiamo anche opportunità di rendimento peculiari, in cui i profitti di un’azienda dipendono meno dalle condizioni macroeconomiche.

Svolgiamo un'intensa attività di due diligence sulle imprese che abbiamo in portafoglio, più ampia e approfondita rispetto a un colloquio con il management. Ci rivolgiamo a esperti del settore, leggiamo molto e ci concentriamo sull'identificazione e la gestione dei rischi potenziali sia a livello di azienda che di portafoglio.

Siamo un team esperto, che ha investito in diversi cicli economici. Abbiamo un'idea precisa di ciò che cerchiamo, anche se non pretendiamo di essere esperti in tutto.

L'Europa, come regione e continente, è composta da circa 30 Paesi diversi e le loro prospettive e performance economiche possono essere molto differenti. Ad esempio, ultimamente la Germania e il Regno Unito si sono trovate in difficoltà, mentre le economie di alcuni Paesi nordici sono cresciute in modo costante. Riteniamo che le prospettive siano buone anche per i Paesi dell'Europa meridionale come Spagna, Portogallo e, in misura minore, Italia.

Competitive a livello globale

Questi Paesi dispongono di abbondante energia a basso costo. La Spagna ha notevoli risorse solari ed eoliche onshore, mentre i Paesi nordici possiedono energia idroelettrica ed eolica. Hanno prezzi dell'energia competitivi a livello globale.

Il Sud Europa si trova ormai verso la fine di un processo di  riduzione dell’indebitamento durato circa venti anni: il debito dei consumatori è basso, il settore bancario è sano e favorisce l'espansione ed anche i flussi migratori evidenziano tendenze  positive.

Guardiamo con favore a diversi settori nella regione, tra cui i titoli dei semiconduttori e delle attrezzature per i semiconduttori. Sono esposti, come le aziende tecnologiche statunitensi, all'IA, al client computing, ai veicoli elettrici e ad altre aree di crescita, e sono a buon mercato rispetto ai dati del passato e alle Magnifiche Sette statunitensi (Apple, Microsoft, Nvidia ecc.).

Banche e buyback

Siamo positivi anche su alcune selezionate banche europee. Sono valutate in modo interessante rispetto alla media storica  e generano buoni rendimenti per gli azionisti sotto forma di dividendi e buyback. I titoli finanziari rappresentano l'altra estremità della gamma crescita/valore rispetto ai titoli tecnologici. Ci consideriamo agnostici rispetto agli stili growth e value e abbastanza agili da cambiare stile dall’uno all’altro quando le condizioni lo richiedono.

Vi è anche una serie di società peculiari che riteniamo interessanti, tra cui alcune buone aziende nel settore delle costruzioni e dei materiali da costruzione, che stanno uscendo da un periodo di scarsa attività per entrare in un periodo di possibile crescita. Deteniamo anche una compagnia aerea europea, leader mondiale in termini di rendimento del capitale investito e di liquidità; infine ci piacciono alcune aziende selezionate del settore retail e dei beni di consumo, che sono leader globali nei rispettivi mercati.

Riteniamo che l'allocazione all’azionario europeo debba costituire una parte importante di qualsiasi portafoglio d'investimento ben diversificato. Può fornire una diversificazione e un'esposizione a imprese competitive a livello globale a valutazioni interessanti. Sebbene negli ultimi anni gli Stati Uniti abbiano dominato i mercati azionari globali, riteniamo che i cambiamenti strutturali negli scambi commerciali, nell'allocazione dei capitali e nelle politiche governative sostengano uno spostamento dell’attenzione verso l'Europa, atteso da tempo.

 

Sources

1MSCI World Index (USD) factsheet, 30 April 2025. US 71%, Japan 5.7%, UK 3.8%, France 2.9%.

2Jupiter, Feb. 2025

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Rischi della strategia

  • Rischio valutario (FX) - La strategia può essere esposta a diverse valute e le oscillazioni dei tassi di cambio possono causare la diminuzione o l'aumento del valore degli investimenti.
  • Rischio di copertura della share class - Il processo di copertura della share class può causare la diminuzione del valore degli investimenti a causa dei movimenti di mercato, di considerazioni di ribilanciamento e, in circostanze estreme, dell'inadempienza della controparte che fornisce il contratto di copertura.
  • Rischio di prezzo - Le oscillazioni dei prezzi degli asset finanziari possono comportare una diminuzione o un aumento del valore degli asset, con un rischio tipicamente amplificato in condizioni di mercato più volatili.
  • Rischio di concentrazione del mercato (area geografica/Paese) - L'investimento in un particolare Paese o area geografica può causare un aumento o una diminuzione del valore dell'investimento rispetto agli investimenti che si concentrano su un livello più globale.
  • Rischio di derivati - La strategia può utilizzare i derivati per ridurre i costi e/o il rischio complessivo della strategia (questo è noto anche come Efficient Portfolio Management o "EPM"). I derivati comportano un certo livello di rischio tuttavia per l'EPM non dovrebbero aumentare la rischiosità complessiva della strategia.
  • Rischio di liquidità (generale) - In condizioni di mercato difficili, potrebbe non esserci un numero sufficiente di investitori per acquistare e vendere determinati investimenti. Ciò può avere un impatto sul valore della strategia.
  • Rischio di inadempienza della controparte - Il rischio di perdite dovuto all'inadempienza di una controparte su un contratto derivato o di un depositario che custodisce gli asset della strategia.
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